Archivio: politica 10-08-2008

E' una questione di cultura




Durante questo fine settimana ho partecipato ad un torneo di calcio a 6 a Vernasso, a pochi chilometri da Cividale del Friuli, dove vi hanno partecipato oltre 70 squadre provenienti da tutta la regione. Non solo calciatori, ma moltissimi appassionati di sport tra cui la pallavolo e la corsa, tutti allegramente accampati con le loro tende e tendoni in mezzo ai boschi per passare tre giorni di fatica e divertimento. Il tutto però ha un limite: l'educazione.

Sto pomeriggio, finito il torneo per me e la mia squadra, mi sono imbattuto nel peggiore degli spettacoli. Davanti alle docce non vedevo altro che immondizia, bicchieri di plastica buttati a terra, confezioni di sapone liquido lasciati in giro, per non parlare dei vetri rotti delle bottiglie di birra che qualcuno si era simpaticamente portato dietro. Un vero schifo.

Chi era con me ha sentito bene le mie parole. Ero furico, non potevo credere a quello che vedevo. La prima scusa che mi è stata tirata fuori per "giustificare" l'accaduto è stata: "Sanno che ci penserà la protezione civile a pulire tutto". Per fortuna c'era chi alla fine ripuliva quel porcile in mezzo ai boschi del Natisone, ma cosi non si risolve nulla. Dov'è l'educazione? Dov'è la decenza? Ma sul serio Napoli non ha insegnato nulla? Possibile che questi ragazzi vivano solo di birra e divertimento senza neanche pensare, ragionare, dimostrare un minimo grado di civiltà e rispetto per la natura che li circondava e li ospitava?

A quanto pare l'educazione non è riuscita ad entrare nella testa di certi elementi. Dove sono i loro genitori? Anzi, dov'erano durante la loro crescita?
E' un po come la frustrazione dei poliziotti che arrestano un piccolo delinquente: lo prendono con le mani nel sacco, lo portano in centrale per spaccio di droga, lo stanno per rinchiudere quando arriva l'avvocato dei genitori e lo liberano. Il giorno dopo si bulla davanti agli amici vantandosi: "Vedete? Non succede niente, sono già libero". E i genitori? "Ma dai, solo per delle canne volete metterlo dentro? Lasciatelo in pace". Da una parte i genitori di questi ragazzi diffendono l'illegalità dei figli, dall'altra i figli trasmettono ai coetanei la "sicurezza" di farla franca. Lo stesso vale per l'immondizia: "Non ci succede niente e puliscono gli altri".

E' una questione di cultura. Povera Italia.



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30-07-2008

Militari in città: neanche in Venezuela




Inizio dal titolo, aggiungendo un "o quasi". Eh si, perchè i militari, in Venezuela, li ho visti nelle strade di Merida il giorno dopo le elezioni del 2000. Di fatti a Merida tutti rimasero sorpresi dalla vittoria del governo nella regione, tanto che in tutta la città regnava un assordante silenzio. Conoscendo la città, ricca di studenti universitari, il governo aveva chiaramente timore di rivolte.

Tornando a noi, in Italia, sento in un certo senso "rivivere" una certa situazione. Maroni ha recentemente annuciato che dal 4 agosto tremila militari presidieranno le città italiane alle prese con i maggiori problemi di sicurezza. Qualcuno dirà "bene, ottimo, finalmente avremo maggiore sicurezza". Peccato che è una presa in giro colossale, o meglio, un raggiro "bello e buono".

Il governo si appresta a tagliare i fondi alle forze dell'ordine, già pronte a protestare, creando cosi un paradosso: "più sicurezza per tutti" sarebbe stato lo slogan adatto per il PDL e Lega Nord Padania alle ultime elezioni, ma alla fine la sicurezza viene garantita solo alle alte cariche dello Stato, i fondi vengono tagliati, le intercettazioni per sequestratori e pedofili non si potranno più fare come un tempo... questo è il governo dell'insicurezza cittadina e della tutela dei delinquenti.

I militari in città per ovviare il problema sicurezza, per far credere alla gente che è sicura. Un bell'effetto placebo, non c'è che dire.



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25-07-2008

Il lodo della libertà (la loro)




Una legge che non era nel programma della campagna elettorale. Non era stato illustrato ai cittadini che dovevano votare. Sono stati presi in giro.

Cosa sarebbe successo se questa legge fosse stata citata nel programma elettorale del candidato inquisito? Quanti avrebbero votato Berlusconi sapendo che avrebbe intasato il Parlamento per fare i propri interessi, dalla "Salva-Rete4" in poi? Era anche quella nel programma?

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non è il mio Presidente della Repubblica. Il custode della Costituzione ha firmato una legge che, oltre a violare l'articolo 2 della Costituzione, dona un enorme privilegio a se stesso, poi ad uno sotto processo. Ha firmato una legge di Casta, la loro.

Veltroni cosa fa? Si permette di dire che "la maggioranza avrebbe fatto bene ad affrontarla con una legge costituzionale". Veltroni, a differenza di Berlusconi, con un'affermazione del genere uccide due volte la Costituzione.

In fin dei conti ai partiti dal PDL, alla Lega fino al PD, non dispiace il fatto che questa legge sia stata approvata. Anche il PD, anche se ha votato contro, non dispiace per niente, può sempre servire, magari dentro la Costituzione.

Vergogna! I fascisti assassini sono stati salvati da un lodo, l'assassino di Calipari è stato graziato, Pinochet aveva l'immunità da senatore a vita, e via dicendo tanti altri. Il lodo Alfano lo fa colui che sa di aver commesso un reato e se ne vuole lavare le mani, invece di dimostrare la sua innocenza. La loro coda di paglia non finisce mai di scopare il pavimento. Mi ci specchio.



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18-07-2008

Le frange estreme




Berlusconi: "L'opposizone, per un errore del suo più grande partito, ha presente al suo interno frange estreme e giustizialiste che molto spesso ci fanno disperare in Parlamento, allungando le procedure su questioni che interessano tutto il Paese".

Le procedure che interessano al Paese, secondo Berlusconi, sono: la "salva Rete4" (sua con i nostri soldi), il prestito ponte Alitalia trasformato in regalo (con i nostri soldi), la "blocca processi" (per bloccare il suo), il dolo Alfano (per salvarsi lui dai processi). Ha tolto l'Ici? L'aveva già fatto Prodi per i meno abbienti, ma ha aggravato la cosa togliendo ciò che era rimasto della tassa più federale che esisteva in Italia, alla faccia del federalismo fiscale della Lega.

Alle elezioni era stato votato un programma, e non viene rispettato. Queste "frange estreme" denunciano il fatto che l'attuale Presidente del Consiglio e i suoi dipendenti del governo non mantengono gli impegni, pensando solo a se stessi e negando la certezza della pena di malviventi.

Volevano cambiare l'assetto politico del Paese? Volevano creare un Parlamento pacifico e amichevole? Si, per farsi i cazzi loro. Meno male che l'Italia dei Valori c'è.



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15-07-2008

Berlusconi difende il PD di Del Turco




E' incredibile. Del Turco, presidente della regione Abruzzo, viene arrestato con l'accusa di associazione a delinquere, truffa, corruzione e concussione per gestione privata nella sanità, e Berlusconi che fa? Va in soccorso del PD di Del Turco e attacca i giudici dalla Francia, in visita da Sarkozy.

La cosa puzza alquanto, ma del resto non poteva esitare, doveva attaccare la giustizia nemica sua come del suo maestro Craxi. Probabilmente difende il PD dai giudici perché i colleghi di destra in Abruzzo hanno qualcosa da nascondere, come probabilmente cerca di amicarsi il PD per isolare sempre di più l'Italia dei Valori e avere, chissà, un voticino in più qua e là, magari il primo tassello per diventare Presidente della Repubblica.

Sento puzza, molta puzza, ed è una puzza di vecchia Prima Repubblica. Guardando questa foto non mi stupisce tanto: link



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14-07-2008

Un gradito ritorno




Ero a Bellaria per lavoro al 1° Forum Giovani dell'Italia dei Valori. Ho avuto modo di conoscere molti ragazzi di tutta Italia e ritrovare vecchi e cari amici, ho respirato un atmosfera unica, non irripetibile, anzi, che continuerà e si diffonderà ancora di più. Un atmosfera di cambiamento, di speranza vera.

Ho seguito gli interventi sul palco di Antonio di Pietro, di Pancho Pardi, di Francesco Di Stefano (patron di Europa7), di Travaglio, di Dario Fo (in compagnia di Franca Rame), di Antonio Borghesi e del mitico Franco Barbato. Davvero fantastici, unici, e ad ascoltarli non c'erano solo ragazzi iscritti o tesserati al movimento politico che organizzava l'evento. Tanti erano li per la prima volta, che si riconoscevano nelle battaglie e nei valori di legalità, di democrazia, di buona politica per i cittadini.

Durante il viaggio di ritorno a Udine in compagnia dei ragazzi giunti dal triveneto ho preso una decisione: torno con l'Italia dei Valori, in Lombardia. Non lascerò i Meetup, come qualcuno potrebbe pensare. Perchè dovrei? Nei Meetup ho molti amici, gente vera, onesta, sincera, che non disprezza chi veramente lavora per cambiare questa società in bene. L'obiettivo del bene comune è lo stesso, le battaglie anche, solo che ho deciso di seguire la strada che avevo scelto nel 2006 al mio tesseramento in Friuli, e stavolta non sfuggirò davanti a personaggi come quelli che ho incontrato in passato, non più: li affronterò fino alla fine.



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12-07-2008

L'eccessiva difesa delle alte cariche




Stanno diffendendo un po troppo Napolitano, quasi fosse una divinità che non si può criticare in alcun modo. Beppe Grillo lo ha solo criticato, non insultato. Se l'insulto è "morfeo" e "sonnecchia", siamo alla frutta. Tuttavia, questa esaltazione di un essere umano, un cittadino, per il solo fatto di essere qualcuno, o meglio, il Presidente della Repubblica, non è normale. Pensate, nel diffenderlo ad ogni costo, cosi come fanno per Berlusconi, è una sorta di violazione dell'articolo 3 della Costituzione:

Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Io Napolitano non lo difendo. Anzi, se firma il lodo Alfano lo metto alla pari di Berlusconi, e a loro volta Fini e Schifani. Vogliono essere immuni dalla giustizia? Bene, allora sono uguali, ma diversi da qualunque cittadino italiano solo per il loro ruolo: casta.

La Guzzanti ha insultato la Carfagna? Che la ministra la denunci, la quereli, cosi le intercettazioni scottanti verranno fuori e si vedrà se lo sono oppure no. Se non la denuncia, ho il diritto sacrosanto di dire che non lo fa per evitare che la gente lo venga a sapere che è andata su grazie a certe prestazioni.

Tutti sono criticabili, dal cittadino al Presidente della Repubblica, altrimenti la casta è più che materializzata cari italiani.



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11-07-2008

Touadi, mi hai deluso




Ieri, mentre ero in viaggio per Bellaria, ho saputo che Jean-Leonard Touadi ha lasciato l'Italia dei Valori per il PD di Veltroni.

L'avevo conosciuto a Napoli, ho avuto modo di parlare con lui, valutarne un minimo il carattere e la correttezza della persona. Poi a Trieste lunedi scorso, martedi a Piazza Navona, dandoci appuntamento a Bellaria questo fine settimana. Mi aveva dato davvero una bell'impressione.

E' passato con il PD, da quell'opposizione adomesticata, con un Veltroni con il ritardante, con D'Alema, con Forza DS in pratica, e soprattutto il giorno prima di Bellaria. Mi ha profondamente deluso.

Come con De Gregorio, che fu eletto con IdV grazie comunque alla legge porcata, quindi senza alcun voto di preferenza, ma con i voti al partito, secondo me dovrebbe dimettersi dal ruolo di parlamentare. Dovrebbe far arrivare al suo post in IdV al primo dei non eletti nella sua circoscrizione perchè, ripeto, non è stato eletto nominalmente. Si era preso un impegno, quello di portare in Parlamento il progetto dell'Italia dei Valori, con gli elettori che hanno votato un partito per i suoi contenuti.

Spero ci sia presto una legge elettorale che permetta la preferenza diretta dei parlamentari, cosi potranno fare tutti i salti che vogliono. Ora, per come stanno le cose, possiamo definire questo atto come mancato rispetto verso gli elettori.

Jean, non voglio parlare male dite, anche se sotto sotto la rabbia e la delusione mi spingono a farlo, ma la scelta è tua, cosi come la responsabilità e la tua reputazione. Per quanto riguarda i giovani, non hai più la credibilità che ti eri creato in questi giorni, e mi dispiace.



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10-07-2008

Forza Ds e Italia dei Valori




Oggi in Parlamento c'erano due partiti: Forza Ds e Italia dei Valori.

Durante le dichiarazioni di voto, c'è stato chi ha criticato la magistratura, in perfetto stile Berluska, e chi (gran parte) ha criticato i protagonisti di Piazza Navona. Il Movimento per le Autonomie, portavoce Belcastro, ha tirato in ballo il "sospetto di un utilizzo politico delle procedure giudiziarie", che lacera il Paese e contribuisce "alla campagna di delegittimazione delle prerogative del Parlamento ed è quindi nell'interesse di tutti che si determini, entro regole certe, il tanto invocato clima di confronto politico, ristabilendo un rapporto di collaborazione per il bene comune del Paese". In pratica, per il bene comune del Paese i politici non devono essere toccati dalla magistratura.

Casini, che ha parlato per l'UDC, non vede motivo di scandalo se c'è stato uno scambio tra governo e Parlamento: niente bloccaprocessi, ma si all'immunità di Berlusconi. Cita poi una frase di una lettera del Presidente della Repubblica Napolitano ("è intercorsa una stagione in cui il potere giudiziario ha talora invaso l'autonomia politica e viceversa") diffendendolo da quanto è stato detto su di lui da "una piazza meschina", quella di Piazza Navona.

Lussana, della Lega Nord-Padania, scivola su un enorme banana per Silvio: "Questo è un Paese in cui, del resto, dal 1990 ad oggi, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è oggetto di un'attenzione giudiziaria al di fuori del comune". Se non avete inteso, ammette che è dal 1990 che Berlusconi ha problemi giudiziari, e non da quando si è lanciato in politica. Finalmente qualcosa di vero lo hanno detto. Proseguiamo, perchè non si ferma qua e si rivolge a D'Alema: "abbandonate l'antiberlusconismo, che non vi ha pagato elettoralmente, abbandonate e non seguite più la deriva dipietrista, populista e giustizialista che agita la piazza dei girotondi e delle bandiere rosse, la piazza degli insulti, la piazza dei comici che, quando fanno politica, più che ridere effettivamente fanno piangere. Abbiate, quindi, il coraggio di smarcarvi da Di Pietro, del quale non comprendiamo la proposta politica, se non nell'offesa e nell'insulto al Presidente della Repubblica e al Santo Padre". Anche loro sono contro Piazza Navona, era scontato, ma non tanto da quella vecchia Lega che diffendeva i valori della legalità, un idea ormai scomparsa da questo partito per quanto riguarda gli italiani, preferendo trasferire questo tema verso e contro gli stranieri, dato che tra di loro ci sono persone che sono partiti per le maxi tangenti.

Chicchitto, per il PDL, esprime "solidarietà al Presidente della Repubblica e al Pontefice per gli insulti dei quali sono stati oggetto durante la manifestazione indetta da una forza politica, onorevole Veltroni, che sta in Parlamento per l'alleanza elettorale realizzata con il suo partito". Ah, adesso è merito del PD se l'Italia dei Valori è l'unico partito del centrosinistra che è cresciuto, e che sta ancora crescendo. E' merito di chi fa parte di Idv e che ha mantenuto i suoi valori di legalità e della politica del fare.
Poi, parlando sempre dell'Idv: "e poi ha organizzato quella bella manifestazione di Piazza Navona che dimostra che vi siete alleati con il partito più forcaiolo, più reazionario e anche più volgare del sistema politico italiano (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà, Misto-Movimento per l'Autonomia e di deputati del Partito Democratico)". Hanno applaudito pure quelli del PD contro Piazza Navona in tutta sostanza.

Chicchitto non si ferma qui, e affonda: "fare di questa legislatura una legislatura costituente: altrimenti, il morto ucciderà il vivo e quello che è successo in questi giorni e quello che è successo dal 1992 ad oggi è destinato a ripetersi, con il pieno imbarbarimento della vita politica italiana... vogliamo cominciare ad interrompere questo circolo vizioso e allontanare un convitato di pietra che dal 1992 sta devastando la normalità della vita democratica. Onorevole D'Alema, lei ha scritto un bel libro su un «Paese normale», ma la normalità la si conquista eliminando l'anomalia". In pratica, se il lodo Alfano fosse nato prima del 1992 e fosse rimasto attivo non ci sarebbe mai stata Tangentopoli, e che l'anomalia è stata la legalità.

Infine citiamo le parole di Veltroni, che invita al governo di essere veloce con le norme utili alla gente come è veloce a chiedere l'approvazione di questo lodo in 48 ore. Poi affonda: "E sono assolutamente meravigliato del fatto che non si sia, nel corso di queste ore, presa di nuovo distanza da chi ha attaccato in una piazza, utilizzando quella piazza, il Presidente della Repubblica, il Papa e forze politiche che non si dovrebbero ritenere avversarie (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Popolo della Libertà, Lega Nord Padania e Unione di Centro). La nostra è l'opposizione per l'alternativa. Io e il Partito Democratico ci siamo assunti delle responsabilità credo coraggiose, e delle quali, a mio avviso, la democrazia italiana si gioverà". In pratica, Piazza Navona no, a Berlusconi e al dialogo addomesticato si.

Il solo a puntare i piedi sull'importanza dell'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, indistintamente dalla loro posizione sociale, politica, monetaria, e via dicendo, è stato solo l'Italia dei Valori e Di Pietro, criticati da PDL, Lega, Udc e dallo stesso PD. Insomma, di opposizione seria, che guarda la luna ma non il dito, ce ne stà, ma di certo non al loft di Veltroni e dai cannoli cuffarinosi di Casini. Di Pietro ha giurato fedeltà alla Piazza, e non a Veltroni e quel PD che oggi hanno dichiarato la disponibilità a considerare possibile in futuro la previsione di una norma generale ed astratta che preveda la sospensione dei processi alle alte cariche dello Stato.



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9-07-2008

Piazza Navona: grande Tonino


Veltroni ha detto "Basta con Di Pietro". Era ora, finalmente! Finalmente l'avversario addomesticato di Berlusconi si è staccato dal leader dell'Italia dei Valori, ossia dalla persona che ci ha permesso fino ad oggi di conoscere e ha fatto opposizione alle porcate del governo Berlusconi. Veltroni si è svegliato solo ora vedendo i sondaggi che lo vedono in caduta libera, ma allo stesso tempo rimanda, rimanda, l'autunno è lontano e le leggi vergogna si stanno facendo adesso. Dialogo con Berlusconi, con Casini-Cuffaro. Quella di Veltroni è senza dubbio un'opposizione addomesticata.

Dopo la manifestazione di ieri e il post del Blog di Antonio Di Pietro oggi ho finalmente visto la vera, unica opposizione allo psiconano. Vai Kryptonite Di Pietro!!!

Il post di Antonio:

Ieri Piazza Navona era piena di cittadini che, per una volta, hanno avuto la possibilità di protestare contro la deriva antidemocratica del Paese. Sul palco si sono alternate diverse voci. Non erano voci allineate. Non erano - come non dovevano essere - interventi concordati. Non c’era la censura dei partiti e di quella parte dei media a loro asservita. Le decine di migliaia di persone presenti hanno applaudito gli interventi, tutti gli interventi, chi più chi meno, a seconda della condivisione o meno dei concetti espressi dagli oratori. E c’è anche chi ha dissentito sui modi e sui toni di qualche oratore, quando non ne ha condiviso i concetti o le espressioni usate. Era una piazza finalmente libera: libera di sorridere per la satira, di indignarsi per le leggi ad personam, di condividere proposte e proteste, di dissociarsi quando non condivideva, di ascoltare in riverente silenzio le severe poesie di Camilleri (che - provate a riascoltarle - erano ancor più dissacranti delle battute satiriche di Sabina Guzzanti). Insomma, ieri abbiamo assistito ad un magnifico e splendido atto di democrazia diretta, senza formalismi e senza ipocrisie. Oggi, sui giornali e sulle reti unificate radio-Tv abbiamo letto e sentito tutt’altra musica. La manifestazione è stata descritta come una associazione a delinquere, i suoi partecipanti come pazzi esaltati ed invasati, i suoi organizzatori dei cospiratori, tanto da aver indotto la Procura della Repubblica a ritagliare i fondi di giornali per aprire un’indagine penale per vilipendio alle istituzioni. Per inciso: ben vengano, le inchieste penali: serviranno alla fine ad avere una sentenza che – con il conseguente inevitabile proscioglimento – sanzioneranno la legittimità e la bontà della manifestazione stessa. Però quanta gelosia e quanta invidia da parte del mondo politico sconfitto dalla piazza! Tutti a criminalizzare questa o quella pagliuzza di frase, estrapolata dal contesto per nascondere la trave delle vergognose leggi ad personam che si stanno approvando, l’umiliazione di un Parlamento prostrato ai voleri di un caudillo, la mutilazione dell’Informazione dal suo diritto-dovere di informare i cittadini. Questi comportamenti costituiscono vilipendio e oltraggio alle istituzioni, non chi si oppone ed essi chiamando a raccolta il popolo sovrano. Da Piazza Navona, perciò, non voglio dissociarmi perché mi sono sentito a casa mia. Sia quando ho condiviso ciò che gli altri oratori hanno detto, sia quando non l’ho condiviso. Ed in effetti non ho condiviso chi ha tirato in ballo la Chiesa ed il Papa e l’ho detto. La manifestazione era, doveva – e deve - rimanere una discussione aperta e serena per criticare politicamente il Presidente del Consiglio Berlusconi che non c’azzecca nulla con il Papa e che al contrario rischia – come sta rischiando – per dare l’occasione ai professionisti della disinformazione di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle questione vera che in quella manifestazione chi vi ha partecipato ha voluto evidenziare. Da qui, però, a criminalizzare gli oratori che hanno espresso idee diverse non ci sto! Da più parti sento dire che noi organizzatori – conoscendo la storia personale degli oratori - non dovevamo invitare alcuni di essi. Accidenti, che lezione di democrazia! Secondo questi sapientoni del giorno dopo, dovevamo prima obbligarli a mettere per iscritto le loro dichiarazioni e quindi censurare ciò che poteva dare fastidio al potere costituito. No, non ci sto! A mio avviso la vera democrazia c’è solo e fin tanto che a tutti viene riconosciuto il diritto di esprimere il proprio pensiero! Ed allora, lasciatemelo gridare ad alta voce: io non mi dissocio dalla manifestazione di ieri. Non mi dissocio dalle parole di Grillo. Non mi dissocio dalle parole di Travaglio. Non mi dissocio dalle persone di Piazza Navona. Certo, non avrei fatto ricorso alle espressioni utilizzate da Sabina Guzzanti (ed anche questo ho precisato pubblicamente) ma io di mestiere non faccio satira come lei e quindi non ho bisogno di ricorrere ai paradossi ed alle iperbole per meglio far comprendere il problema. Esiste un diritto di critica e ieri è stato esercitato. Si può essere d’accordo o meno, ma vanno valutate le ragioni della critica, non i toni utilizzati, o quantomeno entrambi. Certamente non solo i toni. Altrimenti si fugge dal problema. O peggio, si è accondiscendenti. Ed il problema politico che abbiamo di fronte oggi è molto semplice: Il centro sinistra ha perso le elezioni. Berlusconi ha vinto e sta facendo le leggi che gli servono per i suoi interessi, aziendali e giudiziari. Non possiamo pensare che sia tutto un destino ineluttabile. Se la coalizione riformista ha perso le elezioni è proprio perché – quando governava - non sempre ha saputo distinguersi dalle politiche berlusconiane. L’apertura a Berlusconi prima, durante – e addirittura dopo la campagna elettorale è stato ed è un errore politico, signori dirigenti del Partito Democratico. Vogliamo discuterne? Ieri è stato affermato in piazza che la legge sull’indulto e la legge blocca processi hanno la stessa origine, la stessa matrice politica trasversale: servono a salvaguardare la Casta. Ed è vero, non lo si può negare. Il centro sinistra ha perso consensi nel Paese, e forse anche le elezioni, per aver appoggiato l’indulto. Vogliamo discuterne o, invece, demonizzare chi lo ha gridato? E dire, scrivere, insinuare che in piazza c’erano i fascisti mentre alcuni di questi, insieme ai condannati, siedono anche in Parlamento? Oggi, molti ripropongono il dialogo con Berlusconi e criticano noi che non lo vogliamo. Vogliamo confrontarci su chi ha ragione? E vogliamo informarci meglio su cosa ne pensano i nostri elettori? Nessuno pensi di poter intimidire l’Italia dei Valori, con aut-aut di sorta! La nostra forza ci proviene direttamente dai cittadini che ci hanno votato e solo ad essi dobbiamo ubbidire, non ad altri!


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3-07-2008

Gossip? No, politica


Guardate attentamente al titolo dell'articolo de IlGiornale, o meglio, alle dichiarazioni di Berlusconi sul gossip che si è creato attorno alla sua persona: "Basta gossip, oscura azione governo".

Torniamo indietro nel tempo, e ricordiamo il caso Sircana e i trans. Quanto se ne era parlato? Tanto, parecchio, anche IlGiornale di casa Berlusconi ne parlò in più di un articolo, i media vicini a lui facevano lo stesso, oscurando per giorni l'azione del governo. Stavolta, essendo lui il diretto interessato, è preoccupato, e a quanto pare non solo per un eventuale voce maligna sui suoi trascorsi sessuali, ma perchè sembrerebbe che dietro a tutto ciò c'è la politica, essendo protagoniste alcune donne del Pdl: forse anche un ministro?

Voglio che escano quelle intercettazioni telefoniche, voglio sapere se è vera la voce in cui si dice che un ministro abbia avuto il suo posto non per merito di carattere intellettuale. Se la cosa risultasse vera avremo davanti due brutti esempi: una donna che si prostituisce per denaro e potere ad un uomo che si vende facilmente e che da un posto di lavoro non meritato a nostre spese. Allora l'esempio dell'Onorevole Donadi sarebbe calzante: "La Lewinsky non divento' ministro".



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1-07-2008

Siamo tutti politici




Nel montaggio: Santoro, Travaglio, Di Pietro e Beppe Grillo

In questi giorni stavo ripensando ad un mio vecchio post dove parlavo dell'Apartheid politico. Stiamo passando un periodo che dura dall'epoca di Tangentopoli, dove la politica italiana è passata da una presunta onestà, o per lo meno comoda, ad una repulsione della stessa da parte dei cittadini. Ma alla fine non è una repulsione vera e propria, non è un vero distacco dall'argomento. La politica rimane sempre, nello sdegno provato per ogni nuova notizia di abuso di potere di quegli uomini che si spacciano per rappresentanti del popolo. Che si voglia oppure no, ogni giorno della nostra vita facciamo politica.

Da Tangentopoli siamo consapevoli che la politica nostrana non è normale, c'è dello sporco, dell'insano per una democrazia compiuta. Il semplice fatto di essere sdegnati è un chiaro desiderio di onestà e democrazia all'interno dei palazzi. E' scontato, ma pochi si rendono conto di essere a loro volta dei politici. C'è chi dentro le stanze del potere parla di antipolitica, ma si sbaglia. Il problema è che a sbagliarsi sono anche coloro che compiono questa cosiddetta “antipolitica”.

Cosa intendo dire? Riallacciandomi al post scritto tempo fa sull'Apartheid politico, in ogni pensiero, ideologia, corrente, c'è sempre un certo livello di estremismo. Questo stato è rilevato dal fatto che c'è chi, nelle stanze del potere, pretende di abusare del potere acquisito per portare avanti i propri interessi, a discapito della popolazione: un estremismo che tende alla dittatura. Cosi come nelle stanze del potere, all'interno della popolazione c'è chi tende ad un altro estremo, e cioè il disprezzo generalizzante verso coloro che fanno parte dei partiti politici e che stanno all'interno delle stanze del potere. Un estremismo pericoloso quanto il primo illustrato. Il primo porta ad un estremo egoismo, il secondo ad un altruismo degenerato trascinato dall'odio, ma entrambi legati da fattori comuni: il primo è il creatore del secondo e nessuno dei due porterà a qualcosa di buono.

Il secondo ha il desiderio di ripulire la classe politica nostrana, ma la sua generalizzazione lo porta ad odiare anche coloro che fanno veramente il loro lavoro da dipendenti del popolo, e allo stesso tempo coloro che dentro la società civile li considera tali, come se fossero plagiati, venduti, o addirittura desiderosi di far parte anche loro della famigerata casta. Non credono che queste persone oneste possano esistere all'interno dei partiti e/o delle pubbliche amministrazioni, quasi fossero un utopia. Pensano che dovrebbe esserci un ricambio della classe dirigente proveniente dal popolo stesso, peccato che con il loro atteggiamento non faranno altro che ricreare il sistema consolidato dei primi. Dico questo perché chi porta con se odio e generalizzante non farà altro che portarsi dietro questo atteggiamento, creando cosi un'altra casta. In fin dei conti, sono uguali, entrambi creano un vero e proprio Apartheid politico.

Per fortuna tra i primi e i secondi sopra citati ci stanno i terzi: coloro che fanno politica senza abusare del loro potere e senza generalizzare sulla società civile e politica. Queste persone ci sono, esistono, basta iniziare a guardare, ad analizzare, senza creare un muro di gomma come fanno i primi due. L'odio, l'egoismo e la generalizzazione portano solo ad un unica direzione, ed è quella sbagliata per la formazione di una democrazia compiuta.

L'8 luglio sia Beppe Grillo che Antonio Di Pietro manifesteranno assieme contro coloro che all'interno delle stanze del potere abusano del loro ruolo. Un uomo di partito e un uomo della società civile assieme per portare avanti il desiderio di una democrazia compiuta. Sono loro i “terzi”, l'uno e l'altro scomodi ai primi e/o ai secondi sopra citati, l'uno perché politico appartenente ad un partito, l'altro perché contesta i politici corrotti dal potere. Mi fido di loro, consapevole che subirò l'odio sia degli abusatori che dei generalizzanti.

Concludo: se qualcuno ritiene che Beppe Grillo generalizza, non lo conosce affatto.



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29-06-2008

Giusto discriminare se sono dei delinquenti?




Repubblica.it: "La discriminazione per l'altrui diversità è cosa diversa dalla discriminazione per l'altrui criminosità. In definitiva un soggetto può anche essere legittimamente discriminato per il suo comportamento ma non per la sua qualità di essere diverso".

Si difendono definendo "antipolitici" chi li contesta per il loro essere abusatori del potere e perchè hanno compiuto violazioni della legge tanto da essere stati condannati penalmente. Reati che a volte vanno proprio a danno dei cittadini. Se ora useranno questa scusa della Cassazione per dare contro i nomadi o gli stranieri, continuando la loro campagna razzista e di "terrorismo", perchè non "discriminiamo" proprio questi politici?

In fin dei conti vogliamo un Italia onesta, ma se al Parlamento e alla guida del Paese ci sono certi personaggi come possiamo pretendere una cosa del genere? Del resto, lo stesso Presidente del Consiglio Berlusconi, nella sua lettera al Presidente del Senato Schifani, ha ritenuto doveroso "evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato anche se è un delinquente". Allora anche Totò Riina potrebbe essere tranquillamente Premier, cosi come un membro delle brigate rosse o un pedofilo violentatore di bambini.

Ringraziamo il Presidente del Consiglio per la sua morale e l'insegnamento che dà agli italiani di legalità e rispetto delle leggi. Grazie per averci fatto vedere, per l'ennesima volta, come si comporta un prepotente al potere.

Tolleranza zero contro la delinquenza, a meno che il delinquente non sia un'alta carica dello Stato o un amico loro.



I 18 CONDANNATI DEFINITIVI IN PARLAMENTO (Aggiornato a Maggio 2008)


  1. Berruti Massimo Maria (FI)

  2. Bonsignore Vito (Udc - Parlamento Europeo)

  3. Borghezio Mario (Lega Nord - Parlamento Europeo)

  4. Bossi Umberto (Lega Nord)

  5. Cantoni Giampiero (FI)

  6. Carra Enzo (PD)

  7. Ciarrapico Giuseppe (PDL)

  8. De Angelis Marcello (AN)

  9. Dell’Utri Marcello (FI)

  10. Farina Renato (FI)

  11. La Malfa Giorgio(FI-PRI)

  12. Maroni Roberto (Lega Nord)

  13. Nania Domenico (AN)

  14. Papania Antonio (PD)

  15. Naro Giuseppe (UDC)

  16. Sciascia Salvatore (FI)

  17. Tomassini Antonio (FI)

Elenco delle condanne definitive a carico dei parlamentari nella XVI legislatura (2008-2011)



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19-06-2008

Popolo della Libertà di delinquere




Il Popolo delle Libertà…. di delinquere, di fregare lo Stato, violare la Costituzione, violare la legge, di fare tutto a proprio favore senza alcun impedimento: basta essere al potere e si è sopra di tutto e tutti.

Prima la Salva-Rete4, il mantenimento incostituzionale dell’assetto televisivo, le multe che dovrà pagare lo Stato per gli interessi del Cavaliere, tanto non paga lui, lui guadagna e basta, pagheremo noi per lui. Poi passiamo al prestito ponte Alitalia, che non è più un prestito, ma praticamente un regalo senza dover vederli tornare indietro nelle casse dello Stato, insomma, anche questo con i nostro soldi, non i suoi.

Passiamo poi ai vari “salva-Premier“, tra cui quello dove viene imposto ai giudici quali processi fare prima e quali dopo, atto tra l’altro incostituzionale (art. 122: Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale), e quelli che verranno rimandati a data da destinarsi andranno per la maggior parte in prescrizione grazie alla legge Cirielli.

Da qui passiamo alla vergognosa lettera del Premier Berlusconi a Schifani, letta in Senato da quest’ultimo. Un documento degno del miglior dittatore e abusatore di potere. Tanto è come Mussolini: se ne frega! Duce! Ecco cosa c’è scritto in quella lettera degna da classificare l’Italia ad un paese del terzo mondo sotto dittatura (e per fortuna non siamo arrivati ai livelli venezuelani):

Sono quindi assolutamente convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, ma che non sono mai riusciti a farmi entrare a San Vittore, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale. In realtà non è così, ma come direbbe il mio ispiratore politico, grande uomo, grande italiano, di cui non voglio assolutamente condividere la fine a Piazzale Loreto, il Cavalier (anche lui!) Benito Mussolini, il mio grido di libertà è:Me ne frego!”. La informo quindi che ordinerò ai miei impiegati del consiglio dei ministri di esprimere parere favorevole sull’emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato anche se è un delinquente“.

CON BERLUSCONI ANCHE TOTO RIINA SAREBBE MINISTRO DELLA GIUSTIZIA! VAFFANCULO!!!



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16-06-2008

La Casta non si tocca


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Oggi ha fatto visita nel mio blog un “vecchio simpaticone”, il consigliere comunale di Udine Diego Volpe Pasini. Non è stata una visita di cortesia. Siccome nel mio blog si possono commentare i post che scrivo, il consigliere comunale ha giustamente, ed era suo diritto, risposto dove parlo proprio di lui.

A quanto pare è rimasto molto seccato da quello che ho scritto. Di certo a nessuno piace che si parli dei propri problemi giudiziari e del proprio modo di fare politica, anche quando questi sono già di dominio pubblico grazie al fatto che sono personaggi pubblici e grazie a qualche giornalista che si permette di scrivere alcune informazioni sui politici locali.

Scrivo che è stato indagato per firme false, e lui risponde: “io non sono mai stato indagato per “firme false” bensì per aver autenticato firme elettorali in modo irregolare“. La domanda che segue è la seguente: “Mi spiega come fa ad autenticare in modo irregolare firme di persone addirittura morte, oltre a quelle delle persone che le hanno disconosciute? Chi le ha firmate? - 11 firme erano di persone morte, erano zombi quando firmavano?“. Nessuna risposta dal diretto interessato consigliere comunale.

Volpe Pasini poi scrive “Caro david, tu mistifichi la realtà non per cattiveria ma perchè non la conosci, io non ho chiesto e ottenuto da Berlusconi la possibilità di candidarmi alle regionali“. Peccato che io non abbia mai scritto ciò, bensì ho citato un articolo dove veniva scritto che il democratico delle libertà aveva chiesto un posto da deputato al PDL, durante la vicenda del ricorso in Cassazione contro il simbolo del Cavaliere Berlusconi. L’articolo cita: “Ieri il leader di Sos Italia ha inviato a Berlusconi una proposta di accordo. Prevede che il movimento civico appoggi formalmente il Pdl del Cavaliere a livello nazionale, con la garanzia del cosiddetto “diritto di tribuna”, che tradotto significa un posto blindato alla Camera dei deputati nelle liste di Berlusconi“.

Insomma, avesse letto almeno quello che ho scritto.. sembra che abbia parlato senza conoscere la realtà scritta di questo Blog, e guarda caso la critica del non conoscere “la realtà” è quella che lui stesso rivolge a me.

Oggi, a distanza di qualche settimana dal suo ultimo commento, torna alla carica e scrive: “ Quello che a me disgusta sono gli arruffa popoli in internet come questo fantomatico Puente che criticano tutti come unico sfogo delle proprie insicurezze e della propria manifestata codardia.
La loro sola giustificazione è di non essere cristiani cattolici o di esserlo solo per battesimo quindi , sperando in una loro conversione, li perdoniamo ecome ci ha insegnato il buon Jesù
“. A quanto pare si è proprio seccato.

In pratica, il consigliere comunale di Udine Diego Volpe Pasini mi ritiene un “fantomatico” ([pl. m. -ci], agg., irreale, inesistente) dicendo che critico tutti come “sfogo delle mie insicurezze” e della mia “manifestata codardia”, mettendo in mezzo pure la religione (tanto per tirare legna bagnata sul fuoco per fare tanto fumo) che non c’entra niente con il discorso. Doveva farsi vedere come cristiano, amen per lui.
E allora, diciamo che porgo le mie più “sentite scuse” al signor consigliere comunale Diego Volpe Pasini. Non volevo sfogare su di lei le mie presunte “insicurezze” e le mie presunte “manifestazioni di codardia”. Non volevo criticare coloro che volevano e/o vogliono far parte della “Casta“.

Le mie scuse non valgono niente, anche perchè non ho niente di cui scusarmi. Volevo solamente esercitare l’articolo 21 della nostra Costituzione. E’ un mio diritto.

Commenti al postIl candidato: Diego Volpe Pasini“.



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30-05-2008

Berlusconi e la forza del manganello


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Berlusconi: Basta con l’anarchia. Qualora si decidesse di aprire la cava sarà dichiarata zona militare, difesa da soldati e chi si opporrà sarà perseguito come persona che ha commesso un reato“.

Ricapitolando: “discarica dichiarata zona militare = segreto di stato sul suo contenuto e sulle operazioni fatte al suo interno, in barba ad ogni legge e protezione dell’ambiente e della salute dei cittadini”. Di fatti sarà possibile smaltire in discarica rifiuti normativamente considerati pericolosi in qualsiasi paese europeo.

Intanto per Berlusconi è “magistratura ad orologeria” il fatto che ci siano state indagini e arresti domiciliari di 25 funzionari tra protezione civile e amministratori delle aziende impegnate nello smaltimento dei rifiuti: “Il tutto è stato reso pubblico il giorno prima l’entrata in vigore del nostro provvedimento. Solo Bertolaso non si è fatto intimorire né demotivare, ma lui, per fortuna, è un uomo vero“. Balle, o meglio, Ecoballe! Le indagini da cui nasce tutto risalgono al 2007, dagli stessi magistrati che hanno indagato sui presunti illeciti contestati nei mesi scorsi al governatore della Campania Antonio Bassolino e ai vertici dell’Impregilo, tutti già a giudizio.

La “forza dello Stato” si inizia a sentire, e come nell’editto bulgaro, ecco che straparla di nuovo da buon dittatore: “che coloro che hanno prodotto provvedimenti nei confronti di esponenti della Protezione Civile, non si ripetano più“. In seguito alla dichiarazione sulla “superprocura”, i magistrati giustamente hanno protestato, visto che il Premier vuole scegliersi i giudici a suo piaccimento. Chissà, potrebbe riabilitare Squillante, tanto le amicizie tra gli uomini di Berlusconi e i giudici corrotti è risaputa (condannato per corruzione in atti giudiziari, guardacaso prendendo soldi dalla Fininvest).

Vediamo però cosa ha detto Bertolaso in un intercettazione telefonica al suo vice Marta Di Gennaro, in una telefonata del 17 maggio del 2007, quando era Commissario per l’emergenza riifiuti: “Tu fai tutto quello che può essere utile, che può servire…io ho un obiettivo preciso: sputtanare i tecnici del ministero dell’Ambiente“. Uomo vero? Si, per aiutare Berlusconi in campagna elettorale a quanto pare. Il legame sembra chiaro, alla luce del sole, e adesso Berlusconi deve difendere i suoi amici della protezione civile.

Intanto a Genova arriva lo scandalo rifiuti, e guardacaso c’è sempre l’Impregilo.



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26-05-2008

Creduloni di Stato


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*Deviazione del pensiero: ti fan pensare al contenuto
del regiseno e non a cosa potresti vedere se te lo togli
dagli occhi. I media di comunicazione ne sono maestri
*

Mi spiace non essere riuscito a scrivere in questi giorni… domenica poi ero in viaggio per Milano, quando è successo un incidente e il treno è arrivato all’1 e mezza del mattino, per arrivare in appartamento quasi alle 2, per un totale di quasi 8 ore di viaggio. Va bene, torniamo ai fatti accaduti al di fuori della mia esperienza ferroviaria.

Travaglio, durante la diretta web dal sito di Beppe Grillo, ha fatto un analisi della legge che prevede il reato di clandestinità e di altre leggi ancora. Partiamo dall’ICI, già abolita dal precedente governo per le case più modeste era stata abolita. L’ICI era la tassa più “federale” di tutte, perchè quei soldi andavano direttamente ai comuni (e vogliono il federalismo fiscale… ), in più il governo darà ai comuni una specia, chiamiamolo cosi, rimborso per le entrate mancanti. Con cosa? Con soldi sempre nostri, ovviamente. Un abolizione fantoccia, dato che quei soldi da qualche parte li dovranno recuperare.

Detassano gli straordinari, tranne quelli degli statali, ormai catalogati dai media e dall’opinione pubblica come “i fannulloni”, ma saranno colpite anche le forze di polizia. Sui mutui e le banche è stato fatto un provvedimento che non fa altro che aumentare le entrate delle banche, e quindi i cittadini si ritroveranno a dover pagare di più (leggiamo l’articolo dell’Abusbef Onlus). La storia delle centrali nucleari: farle ora non conviene a nessuno, dal punto di vista energetico e di sicurezza, per non parlare dei tempi: troppo lunghi prima di avere dei risultati nei prossimi anni.

Infine la legge sul reato di clandestinità, che fa a gara con il provvedimento sull’ICI per l’effetto placebo, che per com’è fatta rischia di intasare la magistratura, ma soprattutto è inutile: non è retroattiva (accidenti, una legge finalmente non retroattiva, magari le avessero fatte cosi con le leggi ad personam, cosi venivano condannati i loro amici), e quindi come si fa a dimostrare che una persona è clandestina in Italia da prima o dopo l’avvio di questa legge? Il reato di clandestinità non esiste perchè difficile da provare: tutti parlano di questo provvedimento come una grande legge senza vedere cosa dice veramente.

Passiamo ora a ciò che mi fa più paura: le discariche di Napoli e dintorni saranno considerate come aree militari, quindi coperte dal segreto di Stato. Insomma, i cittadini non sapranno mai cosa c’è dentro quelle discariche, e non sapranno mai se ci saranno delle violazioni per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini. Ora la mafia potrebbe veramente fare quello che vuole, facendo entrare sotto segreto di Stato anche scorie radioattive, magari dalla Francia.

Concludo: pischelli, italiani, ma dove viviamo? Lo sapevate che la monnezza inviata in Germania torna in Italia? I tedeschi la prendono, la dividono, la selezionano, e la rivendono in Italia come materie prima, e intanto ce la buttano con sta storia degli inceneritori. Secondo i dati forniti al settimanale tedesco Der Spiegel da un dirigente della societa italiana Ecolog (gruppo Ferrovie dello Stato) lo smaltimento, attualmente in corso, di rifiuti campani verso la Germania costa dai 170 ai 200 euro per ogni tonnellata, per cui i due treni che da un pò di tempo vanno a Bremerhaven e Lipsia con 1000 tonnellate al giorno, sono costati al contribuente italiano fino a un massimo di 200.000 euro al giorno, un milione di euro a settimana lavorativa di cinque giorni. Perchè non facciamo questo a casa nostra senza dare tutti quei soldi ai tedeschi e ce la rivendiamo da noi la materia prima? Siamo proprio, scusate, fessi.



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24-05-2008

Chiaiano: e mo so cazzi


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Guarda le foto su: Repubblica.it e Corriere.it.

Non ci sono parole per descrivere la furia della gente di fronte a certe scene, per non parlare di chi vive in quelle terre.

I maligni diranno “eh, ma se non si militarizza la situazione non si risolverà il problema rifiuti”, ma se a dirlo è uno che non vive nelle zone è meglio che stia zitto, perchè in questo caso chi ha diritto di dire certe cose sono gli abitanti stessi di quei posti. E’ sempre la stessa storia, è facile parlare degli altri, ma quando sei diretto protagonista la musica cambia.

Mi viene un vago ricordo… un ricordo che mi porta a Genova. Chissà cosa diranno ora su Chiaiano, che cosa si inventeranno, come definiranno queste persone che hanno protestato e hanno affrontato le forze armate: no global, anarco insurrezionalisti, terroristi, bla bla bla.

Si sono incazzati, non ne possono più, vogliono una soluzione vera per il problema, non un nuovo problema.

Dicevano in campagna elettorale: “Risolveremo il problema di Napoli”. Voglio vedere se avranno il coraggio di fare un altro Consiglio dei Ministri vicino a Chiaiano.



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22-05-2008

“Froci con il culo degli altri”


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Oggi abbiamo assistito alla scena di chi fa “il frocio con il culo degli altri”. I quotidiani puntano il loro centro d’attenzione su Veltroni ed il PD, che ora si dicono “oppositori duri” del Governo Berlusconi, proprio in vista del provvedimento (l’ennesimo) Salva-Rete4.

Doveva essere il tema della giornata, un fatto da ricordare nei libri di storia (esageriamo, anche perchè a pagare non sarà Mediaset e Rete4, ma noi cittadini). L’ennesimo provvedimento ad personam di Silvio Berlusconi, e il PD di Uolter si fa duro, tanto che mi hanno fatto ricordare il famoso slogan della Lega: “Ce l’abbiamo duro”, ma nessuno ha specificato le dimensioni, e in questo caso il PD ce l’ha piccolo.

I membri del PD, ma soprattutto i votanti del PD, dovrebbero fare un po di memoria, e riportare in testa cosa è realmente accaduto nella passata legislatura: durante un Consiglio dei Ministri del precedente governo si varò il decreto che oggi si discuteva alla Camera dei Deputati, ossia per avviare l’attuazione delle direttive e sentenze europee, tranne una: il caso Europa7-Rete4 e il sistema radiotelevisivo italiano, anticostituzionale e in violazione delle leggi europee. Per la Bonino era una cosa superflua, e a quanto pare anche gli altri membri del governo, Di Pietro a parte, erano d’accordo.

Dopo aver venduto il culo, ora fanno i “froci” con il culo degli altri, ossia quello di noi cittadini. Ma cosa vogliono fare opposizione dura se è colpa loro se non hanno incluso nel decreto questo importantissimo tema? Come pretendono di fare opposizione dura se non sono per nulla credibili, a partire da Uolter?

Gli italiani si dovranno preparare a dover vedere parte dei loro soldi destinati ad un gestore, Europa7 (vittima assieme ai cittadini), per principale colpa di Berlusconi, che pretende mantenere un livello di strapotere mediatico ed economico in barba alla Costituzione su cui lui e i suoi hanno giurato. Ci lamentiamo per il canone? Sappiate che per colpa di questi provvedimenti ne nasce uno nuovo: il canone Rete4.



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15-05-2008

Amici fin da piccoli


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Non c’è da stupirsi del profondo rispetto che c’è tra i due, e da tempi ben lontani.

Nel 1984 Berlusconi acquista Rete 4 dalla Mondadori, ma gli vengono sequestrati gli impianti per le trasmissioni illegali di programmi in “interconnessione”, cioè in contemporanea su tutto il territorio nazionale. Craxi vara un decreto urgente (il primo “decreto Berlusconi”) per legalizzare la situazione illegale. Il decreto non viene convertito in legge perché incostituzionale, ma Craxi ne vara un altro (il secondo “decreto Berlusconi”), minacciando i partiti alleati di andare alle elezioni anticipate in caso di nuova bocciatura del decreto. Il baratto del gennaio 1985: via libera al secondo “decreto Berlusconi” del governo Craxi, in cambio di Raitre al PCI.

Il provvedimento, tuttavia, valeva solo sino all’approvazione della legge generale sul sistema radiotelevisivo, e comunque non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto. Furbescamente, grazie agli stratagemmi burocratici del periodo, il decreto venne riformulato e si rinviava in continuazione attraverso proroghe. Infine, il 3 gennaio 1986, Giuliano Amato, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, dirama un comunicato in cui si dice che il provvedimento resta in vigore senza bisogno di proroghe.

Nel 1988, il decreto viene bocciato dalla Consulta: per la Suprema Corte, il duopolio è la negazione del pluralismo.

Il Parlamento vara infine la legge Mammì nel 1990: convertito in legge dalla Camera il 31 gennaio, arrivò il voto al Senato sul filo del rasoio. Lunedi 4 febbraio, ultimo giorno disponibile, Cossiga contingentò il tempo degli interventi per non far perdere tempo al decreto tanto voluto da Craxi. Giuseppe Fiori cercò ogni stratagemma procedurale facendo arrivare il voto alle 11:30 di sera: il capogruppo del PCI Gerardo Chiaromonte gli spiegà che l’ordine era di votare contro, ma di far passare il decreto. L’indicazione arrivò dall’allora responsabile del PCI per le comunicazioni, Walter Veltroni, lo stesso che nel 1988 disse: «Intendo rivolgere a Berlusconi due complimenti sinceri, di stima… Il primo per la sua capacità di imprenditore che è riuscito a “inventare” un settore. Il secondo complimento va alla sua capacità di aver imposto, attraverso un alto grado di egemonia, i tempi della decisione politica in un settore così delicato come quello nel quale opera…».

Berlusconi può cosi tenersi le televisioni (nel frattempo è entrato anche nel business di Telepiù) e Mondadori, dovendo soltanto “liberarsi” de Il Giornale (che viene girato nel ‘90 al fratello Paolo).

Oggi, 15 maggio 2008, Berlusconi e Veltroni vanno a pranzo assieme per parlare delle riforme per il paese. “Vecchi amici si incontrano nuovamente”.



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29-04-2008

Osama Bin Bossi


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Non siamo un Paese normale: in qualsiasi civil Paese il caro Osama Bin Bossi sarebbe stato cacciato a calci sotto le urla “vergogna vergogna“.

Chi sono i veri terroristi nel nostro Paese? Loro, i Talebanpadani, con i loro 300 mila martiri col fucile caldo. Mi vien da ridere a veder un probabile Ministro dell’Interno, Maroni, con in mano quel Ministero che praticamente detiene il controllo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza (Polizia di Stato): un probabile futuro ministro con la museruola, un Hannibal Maroni, condannato in via definitiva per resistenza a pubblico ufficiale, dove ha cercato di mordere la caviglia di un agente! E’ questa la sicurezza che portano queste persone al Paese?

Fino a poco tempo fa c’era un “giornalista” che criticava Beppe Grillo, il famoso video del “grilletto”, come se il comico genovese fosse un “terrorista”. Dove stanno sti giornalisti ora? Per quello che ha detto Bossi in questi giorni dovrebbero distruggerlo politicamente: in Inghilterra Bossi non avrebbe vita politica, cosi come in Francia, Spagna, Germania, Stati Uniti. Ho firmato per i tre referendum, con la speranza di una liberazione verso una vera informazione.

E veniamo a Calvolo, perchè non può mancare, perchè Osama Bin Bossi impartisce gli ordini: “si è sposato con la Lega e ora deve eseguire gli ordini“. Ma Calvolo è occupato a fare ben altro: contestato da due ragazzi a Roma, perchè diede dell’eroe a Mangano, il mafioso assassino, ha avuto il coraggio di ribattere dicendo ai due ragazzi che loro dovrebbero vergognarsi.

Ecco la sicurezza (guarda il video), ecco la lotta alla mafia, ecco chi abbiamo al Governo.

Aspettando i caschi blu, mi gusto insieme a tutti voi un’immagine di vera democrazia, fieramente italiana:

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23-04-2008

Alitalia: è un ecatombe


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Alitalia sta diventando la nuova “Cogne”: a quando il plastico di Malpensa a Porta a Porta?

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il prestito ad Alitalia di ben 300 milioni di euro (da restituire a fine 2008). Le motivazioni date sono: garantire la continuità aziendale e per motivi di ordine pubblico. Secondo me, a mio modesto parare, queste motivazioni non eviteranno una possibile sanzione dell’Unione Europea per l’aiuto di Stato, siccome distorca le condizioni di concorrenza nel mercato. Alitalia infatti è quotata in borsa, fa parte effettivamente di un mercato ampio e si trova in piena posizione di concorrenza nei confronti di altre compagnie. Non mi risulterebbe che ci siano i presuposti di esenzione, ossia quei casi dove è tollerato l’aiuto di Stato.

Il primo caso che mi verrebbe in mente è l’aiuto di Stato all’occupazione, ma vale per gli aiuti alla creazione di posti di lavoro e gli aiuti all’assunzione di lavoratori svantaggiati e disabili (fonte). Penso che questo aiuto di Stato non valga per questo motivo.

Non è neanche un aiuto de minimis (fonte), che vale solo per gli aiuti sotto i 200 mila euro. Alitalia non è di certo una piccola media impresa, queste ultime potrebbero ricevere invece l’aiuto (fonte), e non penso possa esserci nemmeno un aiuto di Stato orizzontale (fonte) o alla formazione (fonte). Chissà che cavilli burocratici hanno inventato questo giro.

Garantire la continuità aziendale? Potevano pensarci prima, facendo una vera e propria vendita al miglior offerente.
Problemi con i sindacati? Quali? Quelli degli interessi dei poteri forti? Bonanni sponsorizza Carlo Toto, e il nipote di Carlo Toto è un privilegiato nel Pdl di Berlusconi: tutti amici in fin dei conti.

Si parla di licenziamenti, e l’amico dell’amico cosa fa? Sentiamo cosa dice Berlusconi: “Air France si è ritirata in primo luogo per i veti dei sindacati. Ci saranno dolorose riduzioni di personale“. La colpa, vedendo Bonanni, è chiaramente dei sindacati, ma è anche del continuo inserirsi di Berlusconi nelle trattative attraverso la sua cordata familiare-amica, che in Borsa non ha fatto per niente bene.

Motivi di ordine pubblico? Per le proteste dei lavoratori? Giuste proteste, ma la colpa di tutto di chi è? Di chi ha gestito male l’azienda? Chi li ha nominati? E’ troppo facile nascondere la mano, dove ci sono anni e anni di mala organizzazione (leggiamo anche Report).

E’ un ecatombe, dove vengono sacrificati i dipendenti per mano dei portatori d’interesse superiori.

Alla fine, da come la vedo io, e da come avevo scritto un anno fa, Alitalia finirà nelle mani di Carlo Toto.

Aggiornamento:

Il sindaco di Milano Moratti: “Abbiamo concordato sul fatto che vanno separati i ruoli di Malpensa e Sea dai destini di Alitalia“. Adesso sono due cose separate. Ecatombe.



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14-04-2008

No all’apartheid politico


Sento il dovere di fare una riflessione, soprattutto oggi che è giorno di elezioni.

Partiamo da un concetto fondamentale: l’antipolitica. I “grandi guru” della politica nostrana definiscono antipolitici coloro che sono contro di loro, che si ritengono politici. Vi stanno prendendo per i fondelli, o almeno ci provano, perchè i veri antipolitici sono loro!

Charles Spurgeon diceva che “La politica migliore è l’onestà“, ed è vero! Purtroppo viviamo in un Paese dove i vertici della politica nostrana hanno avuto problemi con la legge, se ne infischiano, si fanno le leggine per loro, si salvano, si tutelano, si rendono intoccabili. Come fa un cittadino a fidarsi di una persona che ha violato la legge e che usa il potere per se stesso? E qua passiamo alla citazione di Georges Pompidou, che tra l’altro è la mia preferita: “Un uomo di stato è un politico che dona se stesso al servizio della nazione. Un politico è un uomo di stato che pone la nazione al suo servizio“. Quest’ultima frase fa capire bene la differenza tra un uomo politico e un uomo di stato, entrambi politici, il primo al proprio servizio, il secondo al servizio del popolo. Preferisco di gran lunca il secondo, l’uomo di stato, che realizza (come dice De Gasperi: “Politica vuol dire realizzare“, a cui personalmente aggiungo “per il popolo“), che lavora seriamente, che rispetta la legge e ne mantiene la chiara posizione: “la legge è uguale per tutti”.

Leggendo quanto scritto qui sopra, capirete come mai ritengo che siano antipolitici coloro che sono presenti in questa lista di 110 persone, senza dimenticare i mancanti che sono presenti in quest’altra lista (nella lista dei 110 leggerete qualche collegamento). Inciuci, accordi, corruzione, abuso d’ufficio, ma aggiungerei in totale un grande “abuso di potere“.

Chi invece ritengo politici, nel senso giusto, sono coloro che si attivano onestamente per realizzare il bene del popolo (Beppe Grillo e i ragazzi dei Meetup per esempio). Se in seguito si candidano, diventeranno degli uomini, o donne, di stato, che donano se stessi al servizio della nazione (e vi assicuro, di buoni politici ce ne sono).

Dal “politico/uomo di stato” passiamo a parlare dei partiti politici. All’interno di queste “associazioni” possiamo trovare di tutto, dagli uomini di stato agli antipolitici. I primi mantengono l’idea e la posizione di una politica a favore del popolo, i secondi no.
Dei secondi posso dire che in buona parte ci sono coloro che accettano di seguire il partito, a qualunque costo: signor si signore! Cito una frase di George Orwell che calza a pennello: “Lo scrittore che accetta, in tutto o in parte, di seguire la disciplina di un partito politico è posto prima o dopo davanti all’alternativa: sottomettersi o tacere“. Si entra in un partito per le idee che porta, poi bisogna vedere se il partito le porta avanti sul serio, ma non bisogna cadere in errore, criticando coloro che sono good-politici e vogliono essere uomini di stato, catalogandoli come bad-politici, e quindi antipolitici di default perchè si sono iscritti ad un partito.

Generalizzare è uno dei più grandi errori e difetti dell’essere umano. “Sei ebreo, sei islamico, sei africano, sei americano, sei russo, sei… fai schifo solo per quello che sei, anche se non ti conosco e non so cosa veramente stai facendo. Porti con te un segno, un simbolo, che mi fa capire subito di che pasta sei fatto, punto e basta“. Passano all’estremo opposto, da chi vuole una politica giusta, trasparente e per il popolo, a chi va contro tutto il sistema, senza distinzione, senza pensarci, tutto è merda di default, e guai a parlarci o socializzarci. Altro che mortadella negli occhi: due salumifici.
Chi fa cosi, chi non distingue l’uomo di stato dall’antipolitico, non è tanto diverso da un razzista, che crea o cerca di creare un “apartheid politico“.
Capita che questi “razzisti”, nel momento in cui sentono vicina la possibilità di entrare in competizione diretta con i loro “mostri”, candidandosi, sono pronti a compiere qualche irregolarità, mancare di trasparenza, il tutto per poter raggiungere uno scopo, dicendo infine la classica frase: “lo fanno tutti“. Ed è li che diventano come i “mostri” che dipingono. Di gente cosi ne ho conosciuta, e me ne sto a debita distanza.

Il rischio sta proprio in questo. Facendo un esempio, Beppe Grillo non è contro la politica, ne contro i politici in generale. Lui fa politica, e non si fa problemi a parlare bene di chi, tra i politici, si comporta bene. Quello che la gente chiede alla fine è che ci siano politici onesti, che facciano sul serio qualcosa di buono, e non dei burattinai, degli abusatori, dei delinquenti. Quando poi ne arriva uno, ci sono i soliti “pascucciani” di turno che passano all’estremo e iniziano a inventarsi paranoie e seghe mentali inimaginabili, senza conoscere i fatti dal vero, etichettandolo come uno che se ne aprofitta per prendere voti, un delinquente a priori, di default, dimenticandosi chi nel Paese fa i danni veramente: questo è estremismo, è generalizzazione, è avere due salumerie negli occhi. In fin dei conti, essere “razzisti”.



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