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4 Ottobre 2009

Napolitano non è il mio Presidente



Sono stufo di sentir parlare di rispetto ad un istituzione. Al diavolo questo rispetto, perché dietro ad un "titolo nobiliare” c'è un essere umano che deve essere degno di portarlo. Se ci fosse Totò Riina come Presidente del Senato lo rispettereste? E se al posto di Fini ci fosse Provenzano? E se al posto di Giorgio Napolitano, al ruolo di Presidente della Repubblica, ci fosse Mangano?

Io no!

Mi sono stufato di questo Presidente della Repubblica. Non mi rappresenta, mi rifiuto di considere “primo cittadino italiano” una persona che firma una legge come quella dello scudo fiscale approvato dalla Camera dei Deputati lo scorso venerdì.

Voi direste: “eh, ma se rifiuta il testo torna alle camere per essere rivisto tornerà ugualmente e sarà obbligato, come dice la Costituzione Art.74, firmare”. Però tale articolo della Costituzione dice chiaro e tondo che può, con un messaggio motivato, chiedere alle Camere di fare una nuova deliberazione, quindi si può allungare il tempo perché i delinquenti non se ne approfittino e magari, insistendo, i 23 deputati del PD potrebbero presentarsi e votare contro. Cioè, un minimo di speranza.

Ma “quale speranza posso sperare” da un uomo anziano come Napolitano? Cosa posso aspettarmi da uno come lui? Niente, è un bambolotto di pezza in mano al Governo. Non esercita per niente il suo dovere di Presidente della Repubblica, è semplicemente il firmatario finale dello Stato di Mafia.

Quest'uomo, anziano e arrendevole, non sta rispettando l'articolo 91 della Carta Costituzionale di cui dovrebbe essere garante. Dopo il Lodo Alfano, di cui avremo risposta di incostituzionalità della Corte Costituzionale il 6 ottobre (siccome viola palesemente l'articolo 3 come il vecchio Lodo Schifani e sempre se tutto va bene nonostante i compagni di cene del Presidente del Consiglio), questa è la sua seconda e grave mancanza, siccome tale provvedimento è palesemente a favore della malavita, ai veri “ladri di Stato”, ai mafiosi, un'amnistia in piena regola dove si depenalizzano reati gravi contro lo Stato, contro tutti i cittadini onesti che pagano le tasse, ribadisco, onestamente. Anzi, è ancora peggio: l'amnistia si applica solo ai reati commessi antecedentemente alla presentazione del disegno di legge, mentre questo scudo fiscale non prevede tale limite temporale grazie all'anonimato e al fatto che non sono previsti controllo di quando il denaro è fuoriuscito dal Paese.

Il Presidente della Repubblica, vista tale accanimento contro i principi costituzionali, poteva avvalersi dell'articolo 88 della Carta: “può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse”.

Giorgio Napolitano non è il mio Presidente della Repubblica. Non ha, a mio parere, lo spessore politico e morale per continuare ad esercitare tale funzione. Al contrario suo, Presidenti come Ciampi sono veri difensori della nostra democrazia (non firmò la prima volta, come prevede la Carta, la legge sulle TV nel 2003, e come non firmò la legge Pecorella).

Ciampi aveva le palle, Napolitano no.

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Commenti


La ringrazio per Blog intiresny

Postato da: tool | 16.03.10 16:22



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