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30 Settembre 2009
Come la Mafia userà lo scudo fiscale![]() Vamos a la playa? Il pentito della N'drangheta Francesco Fonti raccontò a suo tempo dell'esistenza di tre imbarcazioni, dichiarandone trenta “navi a perdere”, affondate in Liguria tra La Spezia e Genova contenenti rifiuti tossici, e di un'altra nave affondata al largo di Livorno contenente un carico di scorie di un'industria farmaceutica. Le testimonianze del pentito allargano la ricerca dei relitti fino in Calabria, dove è stata trovata a inizio settembre un'imbarcazione che, secondo la testimonianza, conterrebbe 120 fusti di materiale tossico. Gli accordi tra N'drangheta e armatori avrebbero assicurato alle famiglie un incassato di 75000 euro per nave. Fonti va oltre la N'drangheta (leggi le testimonianze): vengono citati l'ex ministro della Difesa Lelio Lagorio, l'ex sottosegretario ai Trasporti Nello Vincelli, fino ad arrivare a due collaboratori del Sismi, Giorgio Giovannini e Giovanni Di Stefano. Pensate, questi ultimi avrebbero chiesto alla famiglia di San Luca la disponibilità di trasportare fusti tossici e radioattivi in Somalia per conto di aziende italiane. Secondo il pentito, il segretario del Psi Bettino Craxi era a conoscenza di questi movimenti, ma non se ne occupava direttamente, lasciava il lavoro sporco ad altri. Da sottolineare un'interessante scambio di battute tra Fonti e l'ex Ministro degli Esteri Gianni De Michelis:
Gianni De Michelis: "Per quanto ci riguarda, noi politici possiamo far trasportare quello che ci pare. Usiamo la ‘ndrangheta solo perche’ ci e’ piu’ comodo. Eh si’, senza noi politici, voi criminali non esistereste nemmeno."
Francesco Fonti: "Puo’ darsi, ma in Parlamento ci state grazie ai nostri voti." Fate un rapido conto: se per ogni nave, 30, la N'drangheta avesse guadagnato 75000 e avesse nascosto all'estero i capitali, per un totale di 2250000 euro, con lo scudo fiscale del governo Berlusconi potrebbero farla franca, rimpatriando in terre italiche un quantitativo di denaro sporco di cui il governo prenderebbe solo spiccioli (112500 euro) come tangente per l'immunità. La chiave di volta di questa impunità sta nel totale anonimato del pagamento di questa “tangente allo Stato”. Un mafioso, un terrorista o un trafficante di video pedo pornografici che ha del denaro sporco in un conto all'estero può farlo tornare in Italia, nel suo conto, pagando allo Stato attraverso la banca solo il 5% e in totale anonimato. E se mai un giorno, attraverso qualche scorciatoia, riuscissero ad arrivare all'intestatario del conto scatterebbe comunque la norma dello scudo: avendo pagato la “tangente” resterebbe impunito. Questo scudo fiscale, che è peggio di un condono, impedisce non solo alle forze dell'ordine, alla magistratura, di indagare sui conti esteri di certi personaggi, che potrebbero per sicurezza far rientrare i capitali, ma garantisce un “finanziamento” alla malavita organizzata. Concludo: non sarà lo Stato a recuperare parte di quei 300 miliardi di euro l'anno evasi dal fisco (dati gruppo consulting KRLS Network), ma i delinquenti. Il Mediterraneo ringrazia. Il tuo commentoRegole per commentare gli articoli I tuoi messaggi non saranno censurati in pubblicazione.
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