1-07-2008

Siamo tutti politici



Nel montaggio: Santoro, Travaglio, Di Pietro e Beppe Grillo

In questi giorni stavo ripensando ad un mio vecchio post dove parlavo dell'Apartheid politico. Stiamo passando un periodo che dura dall'epoca di Tangentopoli, dove la politica italiana è passata da una presunta onestà, o per lo meno comoda, ad una repulsione della stessa da parte dei cittadini. Ma alla fine non è una repulsione vera e propria, non è un vero distacco dall'argomento. La politica rimane sempre, nello sdegno provato per ogni nuova notizia di abuso di potere di quegli uomini che si spacciano per rappresentanti del popolo. Che si voglia oppure no, ogni giorno della nostra vita facciamo politica.

Da Tangentopoli siamo consapevoli che la politica nostrana non è normale, c'è dello sporco, dell'insano per una democrazia compiuta. Il semplice fatto di essere sdegnati è un chiaro desiderio di onestà e democrazia all'interno dei palazzi. E' scontato, ma pochi si rendono conto di essere a loro volta dei politici. C'è chi dentro le stanze del potere parla di antipolitica, ma si sbaglia. Il problema è che a sbagliarsi sono anche coloro che compiono questa cosiddetta “antipolitica”.

Cosa intendo dire? Riallacciandomi al post scritto tempo fa sull'Apartheid politico, in ogni pensiero, ideologia, corrente, c'è sempre un certo livello di estremismo. Questo stato è rilevato dal fatto che c'è chi, nelle stanze del potere, pretende di abusare del potere acquisito per portare avanti i propri interessi, a discapito della popolazione: un estremismo che tende alla dittatura. Cosi come nelle stanze del potere, all'interno della popolazione c'è chi tende ad un altro estremo, e cioè il disprezzo generalizzante verso coloro che fanno parte dei partiti politici e che stanno all'interno delle stanze del potere. Un estremismo pericoloso quanto il primo illustrato. Il primo porta ad un estremo egoismo, il secondo ad un altruismo degenerato trascinato dall'odio, ma entrambi legati da fattori comuni: il primo è il creatore del secondo e nessuno dei due porterà a qualcosa di buono.

Il secondo ha il desiderio di ripulire la classe politica nostrana, ma la sua generalizzazione lo porta ad odiare anche coloro che fanno veramente il loro lavoro da dipendenti del popolo, e allo stesso tempo coloro che dentro la società civile li considera tali, come se fossero plagiati, venduti, o addirittura desiderosi di far parte anche loro della famigerata casta. Non credono che queste persone oneste possano esistere all'interno dei partiti e/o delle pubbliche amministrazioni, quasi fossero un utopia. Pensano che dovrebbe esserci un ricambio della classe dirigente proveniente dal popolo stesso, peccato che con il loro atteggiamento non faranno altro che ricreare il sistema consolidato dei primi. Dico questo perché chi porta con se odio e generalizzante non farà altro che portarsi dietro questo atteggiamento, creando cosi un'altra casta. In fin dei conti, sono uguali, entrambi creano un vero e proprio Apartheid politico.

Per fortuna tra i primi e i secondi sopra citati ci stanno i terzi: coloro che fanno politica senza abusare del loro potere e senza generalizzare sulla società civile e politica. Queste persone ci sono, esistono, basta iniziare a guardare, ad analizzare, senza creare un muro di gomma come fanno i primi due. L'odio, l'egoismo e la generalizzazione portano solo ad un unica direzione, ed è quella sbagliata per la formazione di una democrazia compiuta.

L'8 luglio sia Beppe Grillo che Antonio Di Pietro manifesteranno assieme contro coloro che all'interno delle stanze del potere abusano del loro ruolo. Un uomo di partito e un uomo della società civile assieme per portare avanti il desiderio di una democrazia compiuta. Sono loro i “terzi”, l'uno e l'altro scomodi ai primi e/o ai secondi sopra citati, l'uno perché politico appartenente ad un partito, l'altro perché contesta i politici corrotti dal potere. Mi fido di loro, consapevole che subirò l'odio sia degli abusatori che dei generalizzanti.

Concludo: se qualcuno ritiene che Beppe Grillo generalizza, non lo conosce affatto.



Autore: David | Categoria: | Commenti (0) | Commenta | Permalink  | facebook.jpg

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