18-05-2008

Ci stanno provando

travaglio2.jpg

In questi giorni sto rivivendo un po quello che era successo con la Guzzanti e Raiot, per non parlare delle altre epurazioni di regime compiute durante il governo Berlusconi dal 2001 in poi. I personaggi scomodi, quelli che informavano veramente sulla vita dei politici, e che non si comportavano da cagnolini del padrone, non devono avere spazi, e se li hanno: sputtaniamoli, creando un opinione negativa su di loro.

Con Grillo è nata la storia dei suoi guadagni, di cui paga legalmente le tasse. C’è chi dice che lui guadagna sulle emozioni della gente: facciamo degli esempi banali, come i guadagni degli attori, dei calciatori, e senza andare tanto lontano, dei reality show a pagamento. Questi guadagnano grazie alle emozioni della gente, ma a differenza di Grillo non avviano processi democratici e di partecipazione civile alla vita del Paese. Inoltre, invece di pensare a Grillo, la gente dovrebbe pensare a chi dichiara 1000 quando il suo dipendente ne dichiara 2000. Filippo Facci ha persino parlato male di lui non solo per i suoi guadagni, ma addirittura sulle sue prestazioni sessuali, violando di fatto la riservatezza. Insomma, in poche parole, deviano o cercano di deviare l’informazione da quello che dice effettivamente Grillo fornendo un’altra informazione, quella delle opinioni che i diretti attaccati hanno su di lui.

Travaglio, durante il programma di Fazio, non ha fatto altro che esercitare il diritto alla critica. Una critica che si basa su circostanze documentate da fonti ufficiali. Si tratta di verità putativa, la cui sussistenza esonera il giornalista da qualsiasi responsabilità, riportando fatti ufficialmente veri.

D’Avanzo ha scritto un articolo, dove dice che Travaglio si è fatto pagare l’albergo da un mafioso. Intanto bisogna vedere se è vero, perchè basta vedere i tabulati e i documenti dell’albergo citato e delle fatture per verificare se il fatto è realmente successo, e anche se fosse, non fà di Travaglio amico di un mafioso, la sua integrità morale rimane immutata, anche perchè non poteva sapere chi fosse in realtà Aiello.

Quello che mi preoccupa di D’Avanzo è il titolo dell’articolo, “Non sempre i fatti sono la realtà“, quasi a smentire tutto ciò che è reale per affondarlo nelle opinioni. Il giornalista cita alla fine come “fatto” le presunte accuse di mafiosità di Travaglio a Schifani (che non è un fatto), mentre il vero fatto, la realtà vera e propria, documentata, sono le frequentazioni passate della seconda carica dello Stato con personaggi mafiosi.

Ora è D’Avanzo a dover rispondere dinanzi alla giustizia, dovendo avere a che fare con il requisito della verità. Egli ha saputo del conto d’albergo di Travaglio dall’avvocato di Aiello, e quindi ha acquisito l’informazione da una fonte di secondo grado: la notizia, cioè, proviene non da chi ha pagato il conto di Travaglio (Aiello, fonte di primo grado), ma da qualcuno a cui Aiello l’ha riferita (il suo avvocato, fonte di secondo grado). Ma in verità la fonde non è nemmeno di secondo grado, ma di terzo (se non è stato l’avvocato di Aiello, sarà stata un’altra la fonte), dopo che l’avvocato di Aiello ha smentito di aver avuto contatti con D’Avanzo. Da chi ha preso questa notizia?

D’Avanzo ha provato a dare una “lezione” a Travaglio, dicendo di usare il suo stesso metodo. Peccato che ha sbagliato di grosso, siccome Travaglio riporta fonti ufficiali, sui quali pone le sue critiche a Schifani, mentre lui no. L’attendibilità di quanto dice D’Avanzo sta a zero, in mancanza di una seria verifica.

“Deviare i fatti per incanalare le opinioni”.

Pensiamo al leghista Castelli, che durante l’ultima puntata di Annozero ha citato una possibile querela a Travaglio per quello che aveva detto della maxitangente Enimont e Bossi, dove i fatti, quelli che raccontano veramente la realtà, dimostrano che quest’ultimo è stato condannato in via definitiva. Voglio proprio vedere se esporgono querela, ci sarebbe solo da ridere. Per non parlare della sua accusa, ossia che Travaglio avrebbe scritto che lui è condannato: come lettore dei libri di Marco, dico subito che quanto è stato detto da Castelli è errato. Forse dovrebbe leggerli i libri, invece di parlare per sentito dire. Tuttavia, cosa ha fatto Caselli con queste dichiarazioni? In quest’ondata di “sputtanamento” mediatico contro Travaglio è molto probabile che volesse far credere alla gente che il giornalista dice falsità.

passaparola



Autore: David | Categoria: | Commenti (0) | Commenta | Permalink  | facebook.jpg

REGOLE PER COMMENTARE


Il Blog e' uno spazio aperto a vostra disposizione ed e' creato per confrontarsi direttamente e in maniera educata e costruttiva. L'immediatezza della pubblicazione dei vostri commenti non permette filtri preventivi.

Avvertenze da leggere prima di commentare - in vigore dal 29 giugno 2007 (aggiornato il 23 aprile 2008)

Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post
- messaggi privi di indirizzo email (non sono graditi indirizzi fasulli, come non è tollerato l'utilizzo di mail altrui per nascondere la propria identita')
- messaggi anonimi (cioè senza nome e cognome)*
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Ricordo inoltre che internet non concede a nessuno l'anonimato. Nel caso di violazione delle leggi italiane, come citato nell'ultimo punto dei messaggi non consentiti, e in seguito a denuncia, la Polizia Postale puo' individuare il colpevole, il quale subira' le conseguenze di legge.

Nel caso di violazione dei punti sopra indicati, essi potranno essere cancellati.
In ogni caso il proprietario del blog non potra' essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.



Scrivi un commento




Iniziative
diffondi
diffondi
passaparola
Basta! Parlamento pulito
Riprendiamoci Telecom Italia!
Free Tibet
Iscriviti al Vaffanculo Day
Vday
Io Voto Libero